venerdì 22 aprile 2011

Uova Imbottite Dell' Angelo


Nel cestino della scampagnata, del lunedì dell'Angelo in Campania non possono mancare queste uova, sono molto gustose, piacciono a grandi e piccini.


giovedì 21 aprile 2011

Hot cross buns



Sono dei panini soffici dolci tipici del Regno Unito, vengono preparati il Venerdì Santo, sono innumerevoli le leggende legati a questi panini, di sicuro sono ottimi!!!!

mercoledì 13 aprile 2011

Pastiera di riso tipica del Sannio








La pastiera di riso ha origini antichissime precede quella di grano e succede quella di capellini,  la prima pastiera Campana era composta da un involucro di pasta simile a quella attuale riempito da pasta lessa , i capellini o spaghetti, misti a uova senza ricotta, successivamente furono sostituiti i capellini con il  riso e solo in tempi moderni si aggiunse la ricotta, arrivando infine al grano.

Della pastiera più antica ne hanno memoria solo le nostre nonne, sono state ormai dimenticate, ma si trova ancora qualche massaia che si dedica a quella di riso, indovinate chi è?! Anche quest’anno vi posto la ricetta….. senza non prima rompervi un po’ con le mie solite fisime hahaha

Non si rimane nel u’ruot’, è più alta di quella di grano, ben 7 centimetri, non vanno aggiunti canditi, né acqua di fiore d’arancio, ci va lo zucchero a velo, ma soprattutto non vi sono canoni severi!!!! Se vi piace più bassa o più alta, o con le strisce o senza strisce, nessuno vi potrà dire nulla, perchè questa è una ricetta, antichissima molto semplice, pochissime persone la fanno ancora, ricetta di persone rustiche è! Anche se assaggiandolo non si direbbe, perché tutti i sapori sono delicati eleganti un vero omaggio a chi ama i sapori semplici e naturali, si assapora, ancora tiepida, è divina.

Mi raccomando l’impasto non deve essere troppo sodo ma cremoso e deve essere subito cotto.




Ingredienti per due pastiere da 22 cm


Per il guscio
500 g di farina 
180 di strutto 4 uova
230 g di zucchero semolato


Procedimento:

Nella planetaria mettete le uova, lo strutto, lo zucchero e la scorza di due limoni grattugiata, fare lavorare poco e a bassa velocità, incorporare la farina setacciata e terminare brevemente la lavorazione, su una spianatoia.







Ingredienti farcia:


250 g di riso
900 g di latte intero fresco
buccia finissima di 2 limoni.
300 g di zucchero semolato
3 tuorli
1 uovo intero
500 g di ricotta molto soda











In una pentola capiente, far sobbollire il latte con la buccia di limone, aggiungere il riso, e mescolare con cura finche il tutto non diventerà una crema, ma il riso non deve scuocere.
Nella planetaria aggiungere la ricotta, che deve essere molto soda, le uova, lo zucchero, e il riso tiepido,( mi raccomando il riso non deve raffreddarsi completamente  altrimenti dovete buttare tutto deve rimanere cremoso) con le bucce tagliate piccolissime, mescolare piano a bassa velocità e brevemente.
Stendere una sfoglia sottilissima, e rivestire u’ ruot’, aggiungere la farcia e le strisce.
Infornare a 160° per un ora, si può servire ancora tiepida con abbondante zucchero a velo.



lunedì 11 aprile 2011

La pastiera con crema







In ogni zona della Campania, esiste una variante, per ogni brava massaia la sua è con certezza la ricetta originale! Sicuramente la più gustosa.





Vi presento le cugine Carmela e Maria, che discorrono sempre in lingua indigena. Maria da quand'è nata trascorre le giornate a casa di sua cugina, nonostante siano ormai  entrambe sposate con tanto di prole! Le due sono legate da un forte legame di sangue e d'affetto; ma capita quel periodo dell'anno in cui le  due donne si parapigliano! Poverine.....


Carmela si rivolge a Maria:

- Que' Mari' ma tu che dice, assag’ chà, si scioglie' mocche-.

Traduzione:

-Maria cosa dici, assaggia si scioglie in bocca-.

E Maria è sanguigna mica stà zitta:

-eeeeeeee Carmè chamma fa' i puluntun’, cù stà cremm' è sciapite!-.

-Carmela ti atteggi a donna del nord, la crema la rende insipida-.

NOOOOO non l'avesse mai detto, Carmela si arrabbia:

-Marì tu nu' capisc' nient sì cafò!-.

-Maria tu non capisci niente sei cafona!-.






E cosa credete che le due litighino e non si vedano più? No assolutamente! Carmela come se non avesse sentito nulla, regala  la sua pastiera a  Maria! 
La cara Maria la prende e la porta a casa, e come un rito da ripetere con precisione e devozione , apre la sua pattumiera e gliett' pastier' e ruot'!!!!! concludendo:

"te' magniatelle tu stà schifezza."

Mangiatela tu questa schifezza.








Ci sono  dei canoni, che più o meno tutte seguono, proprio per non essere flagellate
La pastiera: va cotta del suo tegame in alluminio, non deve essere mai più alta o più bassa di 5 cm  nel servirla deve rimanervi, non va mai spolverizzata con lo zucchero a velo,  le strisce devono essere lisce e i canditi sono essenziali anche se sei allergico e rischi lo shock anafilattico, si dice sempre "serve la ricotta di pecora" anche se nessuno l'ha mai usata, però fa trend. Quando si serve la frase è d'obbligo "così la faceva la nonna della mia trisavola eeee bei ricordi" anche se tua nonna mischiava un paio di uova con un po' di grano con un chilo di canditi, che sputavi dappertutto e ti arrivavano dei ceffoni da Rochi Balboa.







Ricetta per la pastiera di grano variante alla crema (per due pastiere da 23cm)

Per la pasta:


* 500 gr di farina Molino Rossetto
* 4 uova,
* 200 gr di zucchero,
* 200 gr di strutto.




Per la crema di grano:

* 400 gr. di grano,
* 500 ml di latte intero e fresco,
* noce di burro,
* un cucchiaio di zucchero,
* buccia di un limone.



Per la crema pasticcera:

* 4 uova ,
* 40 gr di farina Molino Rossetto
* 60 zucchero ,
* 300 gr di latte.




Per la crema di ricotta:


* 700 gr di ricotta vaccina,
* 500 gr di zucchero,
* 7 tuorli,
* 3 albumi montati a neve semiferma ,
* aromi di fiori d’arancio,
* vanillina.
* Canditi q.p.



Procedimento per la pasta:


Preparare la pasta che conterrà tutte le creme, l’impasto è meno friabile di una frolla è più compatto, ma ugualmente morbido, in una ciotola mettere la farina e nel centro le uova lo strutto e il limone grattato, lavorare bene, formare un panetto e riporlo in frigo.






Procedimento per la crema di grano:


In una pentola alta a doppio fondo, mettere il grano scolato una noce di burro, il latte, e la buccia di limone con un cucchiaino di zucchero, mettere sul fuoco moderato, e rimestare fino a quando il tutto non avrà una consistenza cremosa.




Procedimento per la crema pasticcera:

La crema pasticcera va preparata mentre la crema di grano cuoce, in modo che siano pronti entrambi. Setacciare lo zucchero e la farina, unire velocemente i tuorli sbattuti precedentemente, a filo aggiungere il latte bollente, e rimettere sul fuoco, fino ad addensamento.












Procedimento per la crema di ricotta:


Setacciare la ricotta, aggiungere lo zucchero extra fino, gli aromi , i tuorli, e gl’albumi montati a neve.


Unire delicatamente tutte le creme, quelle cotte devono essere tiepide, aggiungere i canditi, il tutto non deve essere liquido ma denso e cremoso.


Far riposare la farcia una notte in frigo coperta da pellicola.


 Non vi sentirete stanche, anzi sarete euforiche e veloci come la pantegana di Ratatouille, perché consapevoli di creare un capolavoro culinario (invece ‘a ziia Marì, non sente stanchezza perché deve dimostrare che la sua è la più buona, e d’innanzi a tanta bontà anche Carmela dovrà ammetterlo, “ ’adda schiatta ‘chella fetenta, adda murì d’invidia, ‘ah thiè)




Procedimento per rivestire il tegame: (uh’ ruoto che aziì Carmel stà ancora cercando ignara che sia finito nella pattumiera, e impreca:-


Maria:
-‘a Maronna adda fa schiattà, uh’ ruot sà tunut' chella ftenta."

non si può tradurre!ma vilascio un avvertimento saggio :)

Il tegame uh'ruot' è sacro è va sempre restituito anche se costa 50 centesimi!!!! io vi ho avvertito!





Stendere la pasta fra due fogli di carta da forno, fino ad uno spessore di 3 mm, rivestire il tegame “u’ ruoto”, precedentemente unto con lo strutto senza infarinare, donerà un aspetto bellissimo alla pastiera, ritagliare l’eccesso e controllare che il bordo sia ben fine e schiacciato lungo i bordi, mantenersi mezzo centimetro sotto il bordo, sia con la farcia che con la pasta, perché durante la cottura si alza, farcire con l’aiuto di un mestolo. Ricavare le lasagnette sottilissime, per la griglia che deve essere a rombi larghi, aiutandovi con un coltello lungo, porle sul ripieno.

Spennellare con un po' di tuorlo battuto, non le lasagnette, ma il ripieno.
Infornare a 160° fino a completo indoramento della griglia, farla raffreddare in forno spento semiaperto, da consumare il giorno dopo.
E così da secoli in ogni quartiere della mia provincia è Pasqua, fra casatielli e pastiere e pizze piene (chiene)










mercoledì 6 aprile 2011

Il casatiello dolce


Si avvicina anche quest'anno la santa Pasqua e non può mancare il casatiello!




La triade che si conserva per Pasquetta!







E se fossimo deboli bisogna rafforzarsi un po'!!!








Nella mia casetta non può mancare il mio dolce preferito, il mio! Perché a casa mia non "scende" a nessuno, soprattutto al marito mio! San Giuliano come l’ha ribattezzato l’amica mia Iris, guarda Iris solo  per il fatto che non gli garba il casatiello perde l’aureola! Oh!  Il casatiello è sacro e non se tocca,  deve grattare in gola e si deve sentire sotto i denti! Ma è di un sapore unico, non paragonabile a nulla!!!
Come ogni anno, da che mi conoscete ve tocca !!!sorbirvi questa storia…….. ma altrimenti che Pasqua è? HAHAHAHA


L’aspetto di questo dolce Pasquale, è simile ai suoi creatori:
Intensamente ambrato, gioioso, con un’anima forte che si sente sotto i denti, quando lo hai apprezzato ti rimane per sempre nell’anima.

Il casatiello è il dolce dei ricordi, il dolce della famiglia.

Croce e delizia di ogni casa, sia nell’esecuzione che nella degustazione, si perché a seconda dello stato d’animo in cui si è conosciuto, si ama o si odia, il suo intenso profumo di limone e di anice, con quel leggero retrogusto di acido, rimane indelebile nella memoria.



Se sei donna e a casa tua i casatielli venivano: belli gonfi e profumati, il forno li cuoceva una meraviglia, li amerai e ti ricorderà la cara nonna amorevole; al contrario se a casa della nonna: i casatielli andavano di acido, non si gonfiavano, oppure in forno si abbassavano in mezzo (la nonna riempiva quel buco con un chilo di glassa) avrai un ricordo estremamente frustrante.
EEEEEEEEEEEE se sei uomo????
E'''''''''''CAMBIA TUTTO!
Entra in ballo MAMMA’! Gli venisse pesante, bruciato e con il buco in mezzo era quello di Mammà! Quindi il più bello!
Ogni volta che l’ assaggerai, il suo profumo di inebrierà di mille odori e ti farai cullare dai dolci ricordi dell’infanzia; e romperai l'anima a quella povera moglie tua! con la solita frase:  "quello che mi faceva mamma mia era un'altra cosa!" 


Il Casatiello è una cosa seria, serissima, costa fatica e tanto tempo, non ti importa degl’altri, è tutta una cosa personale, è una prova con se stessi, è consigliabile farlo da soli, onde evitare di riversare le proprie frustrazione sulla   compagna/o di lavoro:

Vi presento Maria e Tina (per gli amici) due cognate assai frustrate che da anni combattono la loro ardua battaglia


Maria si rivolge a Tina (in lingua indigena):

-Nunziati’ ah’ sbatut’ l’ove’ abbastanz?! ‘hamm fattict’ a basta assuficinz,?!è u’ criscit nun er pers?! QUE’ ma all’animacc toia ado’ amm sbagliat,! amma fa abbnric u’ furn!!!!!!!!!!!

Traduzione:
-Nunziata hai sbattuto le uova a sufficienza?! eee abbiamo lavorato a sufficienza la pasta?! eeee il criscito non era andato a male,?!mannaggia all’ anima tua! dove abbiamo sbagliato?! dobbiamo far benedire il forno!!!!!!!!

Gentilmente mooolto gentilmente Tina gli risponde:

-Ma pchè propr’ ah’ mia, Marì ma chè e fa beneric furn, nui c’amma fa abbnric, amma ittat 60 ove doi notte e nu iuorn e i casatiell so pesant comma te.

Innanzi tutto non ho capito perché proprio la mia anima, e poi Maria, che forno vuoi far benedire, ci dobbiamo far benedire noi, abbiamo buttato sessanta uova, due notti e un giorno, e i casatielli sono pesanti come a te!!!!!!!!.

Ribatte Maria:

-Que’ ma purtass iord Tìnu’?!!!

-Ma per caso sei tu che porti sfortuna (iorda), Tinù?!

Tina capisce tutto e spiega:

-No MARI’ si tu che sì brutt, e u casatiell nu’ cresce peché tene paur e tè, e num’ chiamà Tì cafò.

-No Maria sei tu che sei brutta, ma così brutta che i casatielli si sono rifiutati di crescere, e non chiamarmi Tinù cafona.






Ingredienti:

1100 gr di farina normale  Molino Rossetto ,100 gr di criscito, 400 gr zucchero semolato, 150 gr di strutto, 12 uova, la scorza grattugiata di due limoni, 2 bicchierini di anice.

Cos’è il CRISCITO, la storia è lunga come la preparazione del casatiello, cercherò di sintetizzarla.
Nei quartieri c’era un solo forno, doveva essere usato a turno, capitava di dover attendere anche 15 giorni ilproprio turno, sicuramente non c’era ne' il frigorifero ne' il lievito di birra, e come si faceva?
Quando si faceva il pane dall’impasto si staccava una piccola parte, si ricopriva con un tovagliolo, e si dava al vicino che dopo alcuni giorni tagliava la crosta che si era formata e con quella pasta fermentata acida (u’criscito) faceva il suo pane, e così via, non si usava rinfrescare il lievito, si temeva che il pane non crescesse.

1) La sera precedente alla cottura dei casatielli, pesare 100 g di criscito, 2 uova e 100 g di farina, impastare fino alla formazione di micro bollicine, coprirlo con pellicola,  copertina di lana, e farlo lievitare tutta la notte.



2) La mattina alle 9: riprendere l'impasto,  aggiungervi 1000 g di farina, 10 uova a pasta gialla sbattute a parte molto bene, 150 g di strutto, 400 g di zucchero,  limoni grattati e i due bicchierini di anice; lavorare per trenta minuti.

3)Dividete l’impasto ottenuto in un tegame  svasato  apposito  di 13 cm di altezza per 18cm  di larghezza alla base e 23 cm  l’apertura;  in un altro sempre svasato di altezza 11 cm per 16 alla base e 21 alla sommità. I tegami devono essere unti di strutto e non infarinati, la pasta deve raggiungere quasi la meta del tegame, mettere la pellicola e il panno di lana lasciare lievitare fino al raddoppio, se vedete che la crescita tende a fermarsi, vibrate leggermente il tegame, stimolerà la crescita, possono trascorrere anche 10 ore o più, la temperatura non deve mai superare i 20° onde avere un odore troppo intenso di acido.


4)Non preriscaldate il forno, altrimenti, il casatiello avrà un bel buco in mezzo, quindi ponete i casatielli nel forno, accendetelo ( il forno deve cuoce bene sia sopra che sotto) a 150° e terminate la cottura dopo 1 ora e mezza, è sempre bene controllare la cottura.
Fate raffreddare il casatiello, cospargerlo di glassa bianca e confettini colorati.

giovedì 10 marzo 2011

I cuori bieta e ricotta










Questi giorni sono un po’ strani e frenetici stò preparando una torta per un concorso dopo vi metto qualche fotina per vedere se stò procedendo bene, intanto vi do la ricettina veloce che mi ha stupito per la sua bontà.
La pasta è il formato speciale "i Sei Cuori della La fabbrica di Gragnano", questa pasta supera ogni aspettativa, anche la mia! Ha una cottura incredibilmente veloce solo 8 minuti, ed è cotta fuori come dentro, non rimane quel cordone all’interno! Altra cosa che mi ha lasciato di stucco, è che cuocendola non perde la forma: è si ero convinta che questa pasta si potesse solo fare al forno e così non è!


Ingredienti:
700 G di solo foglie di biete pesate crude
300 g di ricotta
Un pugnetto di pinoli
Uva passa
Un cucchiaio di crema di noci della Cascina San Cassiano
Pancetta
Agno
Pepe
Sale
100 g provola affumicata
100 g parmigiano
Un cucchiaio di burro alla salvia  della Cascina San Cassiano


Scottare le foglie ed aggiungerle in un tegame dove si è soffritto: il guanciale tagliato fine,  i pinoli, l’uva passa e l’aglio; prolungare per qualche minuto la cottura ed aggiungere: la crema di noci, il pepe e il sale.
Passare tutto al mix aggiungendo l’uovo e il parmigiano, la crema deve risultare poco densa, molto cremosa.
In una capiente pentola portare l’acqua ad ebollizione e salare, gettare i cuori e cuocerli per poco meno di 8 minuti.
Ungere un tegame da forno con il burro di salvia San Cassiano e con cura adagiarvi i cuori appena scolati con una schiumarola; farcirli prima con un po’ di provola per farli mantenere bene aperti, e poi aiutandosi con una tasca da pasticceria farcirli con la crema ricotta e bieta.
Passare il tegame al grill per qualche minuto al forno per far fondere la provola e per far formare una gradevole crosticina alla crema.
Adagiare i cuori caldissimi in un piatto da portata, quelli della foto sono i bellissimi piatti del Laboratorio Pesaro   che offre a me e a voi, un codice sconto del 15% valido fino al 15 marzo e per tutte le linee prodotto disponibili sul loro sito.   Il codice è: Ilovefoodblogging
I piatti come tutti i prodotti di questa azienda sono eco-logici sia per le materie prime utilizzate che per l'attenzione all'uso delle risorse naturali in ogni fase della realizzazione e della gestione logistica. Sono prodotti artigianali, non industriali, esclusivi e di immediata riconoscibilità del loro valore intrinseco. Prodotti in Italia nel rispetto di tutte le normative vigenti in tema di contratti di lavoro, sicurezza ed igienicità. Nessuno degli oggetti che troviamo nel loro negozio è prodotto all'estero. Zomma è un prodotto che è bello avere nella propria casa o anche da regalare.

giovedì 3 marzo 2011

Pappardelle al Sugo di Cinghiale






Dovete sapere che la mia casa si trova a pochi metri (non chilometri, ma metri!) da un bosco, fino a qualche anno fa mi capitava di trovarmi puntualmente un tasso o un bel riccio davanti casa, e per fortuna nulla di più grosso,di più lungo sicuramente, tanti serpenti!

La montagna fino a qualche tempo fa, prima che arrivassero i cacciatori della domenica, era abitata da molti cinghiali, non di quelli grossi, ma quelli piccolini tanto carucci che corrono come saette!


Ogni anno qui c'è la sagra dove si vendono le prelibate carni di questi cinghiali; ma puntualmente non ci vado, perché capita sempre un “guaio”! E così da due anni faccio la corte al macellaio, che con riluttanza, mi cede circa due kg del suo adorato cinghiale. Come il mio macellaio, molte persone, hanno del terreno proprio in questa montagna, e vi allevano i cinghiali quasi allo stato brado, ottenendo una carne con un aroma meno pronunciato di selvaggina, ma comunque molto molto saporita, e tenera.


Ed è per questo che la mia ricetta non prevede una marinatura di 24 ore, che smorzerebbe gli odori pronunciati ,bensì solo qualche ora, dopo una frollatura di alcuni giorni, che rende la carne ancora più sapida e tenera.

mercoledì 2 marzo 2011

Mimose


Pensate per la festa della donna, come molte non credo in questa festa però ci da un ottimo motivo per preparare un dolcino più carino, si perché dovete sapere che in casa mia è un impresa preparare un dolce per noi, diciamo che non amano i fronzoli,  nel senso che se vedono che stò preparando inizia una cantilena paragonabile solo al tragitto di Shrek  che va con Ciucchino nella citta di moltomoltolontano “ e’ pronto? E’ pronto? UNO STRESS!! Dopo vari litigi per non fargli pappare il pds sono riuscita anche a metterci la crema e acconcarli haha!

Ingredienti per il Pan di Spagna:

6 uova intere
180 g di zucchero extrafine
180 g di farina (di cui 80 g di farina Molino Rossetto , 60 g amido di mais, 40 g farina di mandorle)
Buccia grattugiata di un limone

Procedimento per il Pan di Spagna:

Montare le uova con lo zucchero e la buccia di limone, nella ciotola della planetaria, finché il composto non “scrive” circa 15 minuti.
Incorporare delicatamente le farine, senza smontare il composto.
Usando un cucchiaio dividere il composto in 24 pirottini della Guardini, circa due cucchiai per pirottino.
Infornare in forno statico preriscaldato a 170° C per circa 15 minuti.



Ingredienti bagna alcolica

80 gr acqua
80 gr zucchero
25 gr limoncello

Procedimento bagna

In un pentolino miscelare lo zucchero con l’acqua, portare ad ebollizione, continuando la cottura per alcuni minuti.
Aggiungere allo sciroppo freddo, il limoncello

Crema pasticcera:

400 g di latte intero
200 g di panna liquida
8 tuorli
130 g di zucchero
35 g di amido di mais

La buccia di un limone non trattato.
Procedimento crema pasticcera:
Portare a leggero bollore il latte e la panna, lasciando in infusione la buccia di un limone, e una volta tiepido incorporare lo zucchero.
Battere i tuorli con l’amido e aggiungere il latte a filo.
Portare su fiamma moderata ad addensamento; travasare in pirofila e coprire a contatto, con carta forno e conservare al fresco.
Aggiungere il limoncello quando la crema è completamente fredda.

Assemblaggio dolce

Bagnare i pds con la bagna al limoncello, aggiungere la crema , e ricoprire con dadini di pan di spagna ricavati sacrificando qualche pirottino di pan di spagna.
Irrorare le mimose on la bagna al limoncello, conservare in frigo

lunedì 21 febbraio 2011

Video per i ravioli rucola e ricotta




Non mi uccidete: altri ravioli, mio marito è sardo ed è fissato lui e i ravioli, io cerco di cambiare la farcia ma sempre ravioli sono, però oh non avanzano mai, e poi veramente ci vogliono pochi minuti.
Vi lascio due video, il primo per fare la sfoglia il secondo per i ravioli.



Utensili :
  1. Sfogliatrice macchina per pasta Atlas 150 colore Rosso (rossa è bellissima! si capisce  perché questa macchina è stata paragonata ad una Ferrari, ha caratteristiche e dettegli tecnici studiati per favorire un ottimo risultato in pochissimo tempo 1 kg e 200 di ravioli in 25 minuti)
  2. Accessorio pastabike ci permette di stabilire noi l’esatta grandezza dei ravioli, se vogliamo fare i “piccolini” basta far scivolare i dischi sul perno scanalato togliendo facilmente la forcella in policarbonato per alimenti!, un elemento solido come quelli di una volta, ma con la migliore tecnologia attuale.
  3. Coppapasta Guardini a forma di cuore, molto solido pratico se voliamo velocizzare ancor più i tempi, ed avere una bellissima forma.




Ingredienti per la pasta:


Farcia:

  • 500 g di ricotta molto soda noi abbiamo quella dei  Morconi che in Campania è un'istituzione
  • Rucola q.b.
  • 100 g parmigiano
  • Pepe q.b.
  • Pinoli q.b.
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiai di olio Maria Colonna




mercoledì 16 febbraio 2011

Dark torta al cioccolato








AMMMERICANI!!! Con stè tazze e stì cup eeeeeee scrivete come mangiate!!! Tazze liquide tazze solidi secche, asciutte, britannico, no americano, sembra l’esame di fisica tecnica con tutte stè "unità di misura"!-se ne volete sapere di più qui spiega bene la quantità standardizzata per la misurazione in cucina americana e anglosassone. 
Torniamo a noi! :D questa è quella torta con la glassa al cioccolato che si vede in tutti i film americani che per me è stata sempre un sogno, "quando divento grande la faccio ai miei bimbi!"
E’ buonissima per chi come me ama il cioccolato.




Ingredienti :
250 g di burro
70 g cacao
280 g farina Molino Rossetto per dolci
½ cucchiaino di lievito per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
½ cucchiaino di sale
280 g di zucchero di canna chiaro frullato finissimo
2 uova grandi
2 tuorli
200 g cioccolato al 65%
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
30 g di yogurt bianco con 150 ml di latte


Preriscaldare il forno a 180°
Montare il burro con lo zucchero.
Incorporare ad una alla volta le uova e i tuorli, le uova devono essere a temperatura ambiente altrimenti la differenza di temperatura con il burro, farà cagliare il composto, che ritorna cremoso e compatto montandolo allungo.
Sciogliere il cioccolato e aggiungere lo yogurt e il latte e incorporarlo al composto, sempre montando.
Setacciare la farina, il cacao, e i lieviti e aggiungere al composto piano piano senza smontare il composto.
Dividere l’impasto in due teglie uguali della Guardini di 18 cm, foderate anche sui lati con carta forno.
Cuocere a 180 ° per circa 40 minuti
Lasciare riposare le torte per 15 minuti nello stampo per poi girare sottosopra su gratella

Ingredienti Ganache:

600 ml panna no vegetale (vi allappa la bocca)
100 g di zucchero a velo
500 g di cioccolato 76%
60 glucosio
In una pentola a fondo doppio aggiungere tutti gli ingredienti facendoli fondere, fuori dal fuoco, passare con il mix ad immersione e poi montare con la frusta
Travasare il prodotto in una ciotola e coprila a contatto con pellicola adatta.
Trascorse due ore montare nuovamente.





Assemblaggio dolce
Unire le due torte con la ganache e spatolare la superficie.

domenica 13 febbraio 2011

Ravioli ricotta e melanzane








Si capisce che fare la pasta mi piace????

Credo di si :D ! Sono più di 25 anni che faccio pasta in casa un grande amore!
Mi rilassa tanto...... è una cosa semplice e facile

Sapete quanto costa qui un 1kg di ravioli freschi passabili?
12 euro o_° so tanti!

Se li facciamo in casa usando prodotti buoni e freschi spendiamo max 6 euro, e mangiamo un piatto ottimo.
Sull’origine delle paste alimentari si conosce ben poco, proprio questa incertezza ha dato vita a svariate leggende.
Alcuni archeologi credono di scorgere sulle pitture murali etrusche i gesti e gli utensili di chi sta preparando della pasta fresca, tipo lasagne o tagliatelle.
In epoca immediatamente successiva, invece, questo prodotto viene completamente dimenticato, per poi fare la sua ricomparsa in Cina nel I secolo d. C.
La forma della pasta è sostanzialmente l’espressione delle fantasie locali, il sapore è nato da infinite creazioni casalinghe, dall’impegno di ogni giorno applicato a quanto la terra aveva e ha da offrire: le verdure dei mercati, il pesce fresco del porto, le carni nostrane, i formaggi tipici….

venerdì 11 febbraio 2011

Chiacchiere?.......Chiacchierata!










La pasta delle chiacchiere è proprio buona è un peccato non utilizzarla per altri preparazioni, credo che togliendo lo zucchero si presti anche a preparazioni salate....
Le chiacchiere semplici sono buone ma così non credo che abbiano paragone, il dolcetto poi con mio stupore si mantiene per ore senza che la pasta diventi molle o che la crema coli.




Per le chiacchiere
500 g di farina autolievitante
Buccia grattugiata di un limone
50 g di vino
100 g di burro (fidatevi sembra tanto ma non lo è!)
2 cucchiai di zucchero
3 uova intere
2 tuorli
1 cucchiaio di olio agrumato


Incorporare nel cestello nella nostra fidata mdp, prima le uova con lo zucchero vino poi la farina, e infine quando si sarà formato l’impasto, il burro.
Più l’impasto viene lavorato e manipolato, più sarà bollato.
Far riposare l’impasto ottenuto per 30 minuti
Con la macchina sfogliatrice Marcato ottenere tante losanghe, regolando la macchina, per ottenerle molto sottili.
Con il coppapasta a stantuffo della guardini ricavare tanti cuori e friggerli in olio bollente.

Per la ganache
400 g di panna da montare
3 tazzine di caffè zuccherato
200 g di cioccolato fondente al 75%

50 g di glucosio
Una manciata di fortunelli


Riscaldare 200 g di panna mettendo in infusione i fortunelli.
Tolti i fortunelli e sciogliere il glucosio e la cioccolata, unendo il caffè; riporre in frigo a freddare.
Montare la panna e aggiungervi il composto freddato.

Assemblaggio dolce
Alternare i cuori di chiacchiere con la ganache, terminando con del cioccolato fuso.
Per chi invece ama la tradizione qui il passo passo
Se avete il   PASTABIKE fate in un attimo è mooolto comodo





martedì 8 febbraio 2011

Una tazzina di caffè per San Valentino









Credo che sia un idea carina portare il caffè a letto! Se fatto con una tazzina particolare credo che lo sia ancora di più
Vi metto il mio video fra un po’






 Il mio video per la tazzina di caffè





Pasta choux

Ingredienti:

200 gr. di farina con amido Molino Rossetto ,

200 gr. di acqua,

80 gr. margarina,

un pizzico di lievito per dolci,

290 gr di uova intere pesate con guscio

Porre una pentola a fondo doppio su fiamma moderata, versare l’ acqua e il burro, setacciare la farina, e quando la margarina si sarà fusa ( acqua non deve bollire), incorporarla in una sola volta, con il mestolo di legno girare il composto, senza mai toglierlo dal fuoco, continuate per un minuto. Il composto così fatto, va versato nella planetaria con gancio a frusta, fare stemperare l'impasto. Quando il composto è tiepido, alzare la velocità della macchina e incorporare una alla volta le uova prima di incorporare l'ultima verificare la consistenza, vellutata morbida , deve essere tipo maionese leggermente un po’ più consistente, far continuare a lavorare la macchina per 5 minuti a velocità sostenuta, aggiungere il lievito.
Trasferire il composto in una sacca da pasticceria, e formare cerchia a spirale, formare anche il manico, è indispensabile una teglia come quella del video, nel mio caso è una teglia  Guardini 
 qui c'è la nuova versione smaltata che è ottima perchè non da troppo colore alla pasta bignè,  e in più ha i "cerchi!  piccoli che sono più gestibili :)

Infornare a 190° C per 20 minuti circa.
Una volta fredde farcire, prima con solo panna, e poi con il cremoso.




Cremoso al cioccolato caffè L. Monnori a modo mio.

Ingredienti:

300 g di panna, 300 g di cioccolato fuso al 55 %, 45 g di glucosio, 45 gr di burro, 2 gr di caffè solubile

In un tegame a fondo doppio, portare a bollore la panna con il glucosio, e il caffè, aggiungere a più riprese, il cioccolato fuso, amalgamare bene, e infine il burro, far intiepidire e conservare in frigo, per farlo bene addensare , ci vorranno un paio di ore.

sabato 5 febbraio 2011

Taralli di Telese




Questi sono i taralli che si fatto dalle mie parti, ricetta facile e veloce,  vi posso assicurare che piacciono tanto!!!



Ingredienti:


150 g di acqua tiepida,
50 g di vino bianco,
140 g di olio (70 g di evo, 70 g olio di semi),
1 cucchiaio abbondante di strutto,
12 g di lievito di birra,
2 cucchiaini di semi di finocchio macinati,
1/2 cucchiaino di pepe,
2 cucchiaini di sale,
500 g di farina 0 Molino Rossetto,
80 g di nocciole macinate non troppo fini.


Nella planetaria con gancio, immettere l'acqua tiepida,  il lievito di birra e gradualmente la farina setacciata.
Incorporare il vino, l'olio, i finocchi, il sale, il pepe e le nocciole; lavorare allungo, finchè la pasta è lucida e si stacca dalle pareti, infine aggiungere lo strutto.
Far lievitare fino al raddoppio, formale le treccine e decorare con una nocciola.
Infornale a 170° C fino a doratura.

venerdì 4 febbraio 2011

Tiramisù di Massari


Il tiramisù non è uno dei miei dolci preferiti, si sa il mio pallino sono i bignè!!!! Però quando una cara persona ti chiede la ricetta di un buon tiramisù, sono sicura che uno buono buono è questo! e in più le uova sono cotte!

La ricetta è di Massari pubblicata in vari blog e siti metto un po’ di link è bello vedere come ognuno di noi ha dato la sua interpretazione .......


Marialice

Pinella
Coquinaria












Ingredienti Tiramisù:

400 gr di panna montata
400 gr di mascarpone
300 gr di crema pasticcera*
savoiardi q.b.
4 g di colla di pesce

Procedimento:

Ammollare per 10 minuti in acqua fredda la colla di pesce.






Scaldare una piccola porzione di crema pasticcera e sciogliere la colla di pesce strizzata bene.
Unire al resto della crema pasticcera fredda.
Montare la panna non troppo ferma, come dice sempre Montersino sacrificare una piccola parte di panna per stemperare il mascarpone e la crema, infine unire delicatamente al resto della panna.
Bagnare i savoiardi, adagiarli  sul fondo di una coppa, e con una sacca fare dei ricci di crema, spolverare con cacao, e procedere a strati.


Ingredienti bagna:

200 gr di caffè espesso
50 gr di liquore
150 gr di zucchero

Procedimento:

Sciogliere lo zucchero nel caffè e una volta freddo aggiungere il liquore



*Crema pasticcera:


*Questa dose non è la quantità esatta per il tiramisù, quindi bisogna pesare 300 g di crema, non fate come me,  la prima volta  mi so scordata di pesarla HAHA





Ingredienti:

500 gr di latte intero fresco
150 gr di zucchero o 200 se preferite un tiramisù più dolce
30 gr di amido (o 50 g di farina con amido Molino Rossetto)
5 tuorli
1 bacca di vaniglia





Scaldare il latte con lo zucchero e un baccello di vaniglia, ma non troppo non bisogna "caramellare" lo zucchero.




Sbattere i tuorli con l’amido, e delicatamente girando unire il latte senza il baccello.

Rassodare  la crema, e stenderla immediatamente in una pirofila, coprendo a contatto, conservare in frigo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Biscotto Sacher



Questo  dolcino l’ho estrapolato dalla Sacher Calabrese di Maurizio Santin che era stata elaborata e modificata da Pinella e postata da Marialice di Nessuno nasce imparato, ho utilizzato solo il biscotto sacher, e la ganache che girooooooo metto tutti i link



Biscotto Sacher

  • 150 gr di burro pomata
  • 60 gr di zucchero al velo
  • 250 gr di cioccolato fondente al 55%
  • 275 gr di tuorli d’uovo
  • 70 gr di farina per dolci Molino Rossetto
  • 4 gr di lievito chimico
  • 70 di farina di mandorle
  • 275 gr di albumi
  • 100 gr di zucchero semolato


Montare il burro con lo zucchero a velo.
Montare gli albumi con lo zucchero, ma non troppo ferma.
Far liquefare il cioccolato, unirlo all’impasto di burro e zucchero, aggiungere i tuorli,uno alla volta.
Unire gli albumi stemperando prima una piccola parte per non far smontare il tutto.
Unire le farine e con il gancio a k o con spatola amalgamare bene.
Versare l’impasto in una teglia guardini in uno strato di pochi cm e infornare a 175°C fino a che la torta e’ elastica al tatto, circa 16-18 minuti.


Bagna allo Strega
  1. 100 g di acqua
  2. 100 g di zucchero
  3. 40 g di liquore strega

Procedimento:

Preparate uno sciroppo portando all'ebollizione l'acqua con lo zucchero e facendo bollire per 3-4 minuti, unire lo Strega e continuare la cottura per un paio di minuti, facendo sfumare l’alcool.
Chiudere ermeticamente fino a quando il prodotto sarà tiepido.




Ganache spumosa al peperoncino

175 gr di panna
175 gr di cioccolato al 70-75%
130 gr di panna montata
Peperoncino secco qb

Scaldare la panna con un po’ di peperoncino sbriciolato e lasciare in infusione per alcuni minuti.
Filtrarla e versarla sul cioccolato ben tritato mescolando come se dovessimo fare una sorta di maionese.
Quando la salsa ha raggiunto circa 40°C aggiungere la panna montata, sempre mai a montatura troppo ferma
La quantità del peperoncino è da stabilirsi al gusto.

Procedimento

Coppare il biscotto, bagnarlo con bagna allo strega, procedere con uno strato di marmellata all’albicocca e concludere con la ganache.
Si può comporre in vari modi, questo biscotto è fantastico.


Vi metto il mio video per fare le decorazioni, non c'è voce quella mi è mancata sempre, è si sono una gran vigliacca :D!!!








con cioccolato bianco






martedì 1 febbraio 2011

Per San Valentino torta al cioccolato Hermè






Incuriosita attratta da questa goduriosa ricetta di Pinella, ma determinata a sperimentare alcuni ingredienti e usarne altri che amo è nato questo cuoricino.
Il risultato del biscotto mi ha stupito, tanto che avrei desiderato mangiarlo, senza una farcia, o un "vestito" è di una morbidezza unica, paragonabile a una caprese, molto umida, ma più delicata, dire chè è buona è riduttivo..........






Ingredienti:


3 uova
100g di zucchero semolato fine
50 g di isomalto
120 burro
120 g di farina
100 ml latte
50 g di cioccolato
20 di cacao
scorza di arancia gratugiata
1 cucchiaino di caffè solubile



Biscotto:

Montare per venti minuti, le uova con lo zucchero e l'isomalto.
Riscaldare il latte, aggiungere e mescolare bene, il caffè solubile.
Incorporare il burro e la cioccolata, facendola fondere, nel latte.
Quando le uova saranno montate, aggiungere il latte (dove si è lasciato in infusione la buccia intera di un arancio, prima di aggiungere il caffè, andrà tolta) con la cioccolata e il burro fuso, continuando a montare.
Sostituendo la frusta, con la frusta a foglia, incorporare la farina setacciata con il cacao, e la buccia grattugiata di un arancio.
Infornare in stampo  guardini  da 22 cm  a 170 per circa 30 minuti 






Ganache

Ingredienti:
200g di panna
250 cioccolato fondente 60 %
40 burro
cherry un bicchierino

Fondere il cioccolato e il burro nella panna, mettere il prodotto nella ciotola della planetaria e aggiungere lo cherry, riporla in congelatore per 30 minuti, poi montare per 10 minuto con la frusta a fili.



Tagliare la torta a metà, e farcire.

Si può coppare con i guardini e decorare con il caramello e un Fortunello o mangiarla a fette abbondanti
 

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